POETRY SLAM
Sfida di poesie e poeti
Poetry Slam, letteralmente “una sberla poetica”, un genere performativo poetico spesso caratterizzato da un linguaggio incisivo e penetrante, fondato sull’oralità. La sua esecuzione infatti avviene sotto forma di sfida a giuria popolare per rendere il tutto più interattivo ed intrattenente in una grande finzione teatrale vissuta da pubblico e poeti/poetesse, dove l’unica vera vincitrice sarà la poesia con la P maiuscola.
Joanna Motta,
vincitrice dell’edizione POETRY SLAM 2025

Soppeso il silenzio dietro alle sbarre, immagino i piedi sul ciglio…
M1 sospesa,
recitano voci in giro.
Il passo di un funambolo sul filo,
lo spazio di un bacio non dato,
il muto gridodi un figlio.
In un pomeriggio di novembre
la sua figura evanescente
scende le scale senza più rinvio.
Persefone saluta il suo silenzioso amante,
apre le ali e sparisce in un sospiro.
Chissà quante volte, Persefone
in questa città ci hai perso le ossa,
chissà quante volte hai preso la rossa,preso la rincorsa,
in questa vita che non chiede sosta.
Persefone distende i palmi,
non recita salmi,
sparge le sementi della sua vita sui binari.
L’aria dopo il suo ultimo respiro
rimane sospesa, inghiottita dal cigolio.
Mille pupille balenano nella rossa
scosse da un’improvviso capogiro,
Persefone non s’è più mossa.
Chissà quante volte hai sbirciato il tuo riflesso muto, galleggiare nei finestrini della metro,
per poi salire le scale a Cadorna
con lo sguardo solo avanti, mai indietro,
ed essere travolta dalle melodie di un musicista, riemersa dal sottosuolo
un’altra volta.
M1 sospesa.
È domenica, Milano
oggi non fa la predica,
il cielo è azzurro, tiepido autunno
sulla terra.
Invece, qui, sottoterra, dove tutti sono di passaggio
con i tappi alle orecchie
e scappano,
hai scelto, Persefone
di crocifiggerti per sempre.
La trovarono,
ma tra le mani tenevano
soltanto un’imbottitura di gommapiuma,
una danza imperitura
di tessuti e grumi di cotone.
La rossa riapre le porte
a chi parte, a chi ritorna
alla fitta coltre
di guance rosse e facce moge,
che non chiedono altro che il ritorno a casa.
La rossa riapre
senza che di lei ci sia più traccia,
nessun filo adesivo che s’intreccia
per sbarrare la metro.
